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Trent'anni dall'altra parte del tavolo

"Ho passato la carriera dentro le aziende, non a vendere loro qualcosa. Dalla parte di chi riceve le offerte, firma i contratti e a fine anno risponde di come è stato speso il budget. 4ZEIT nasce da lì"

Chi c'è dietro 4ZEIT

Mi chiamo Massimiliano. Ho iniziato con l'informatica nel 1996, dopo il percorso di studi e in trent'anni ho fatto quasi sempre lo stesso mestiere in aziende molto diverse fra loro: essere quello che, dentro l'azienda, deve decidere.

Il mio primo mestiere vero è stato trattare con i fornitori IT. Sono seguiti vent'anni in un grande gruppo del mobile, sempre in prima linea ICT . Poi cinque anni in un gruppo industriale come Innovation & ICT Manager, portando l'azienda alla certificazione ISO 27001. Oggi coordino progetti per un grande società sanitaria pubblica.

Nel mezzo, le certificazioni che servono a fare questo lavoro sul serio — reti e sicurezza, business continuity, auditor ISO 27001, Innovation Manager UNI 11814 — e la consapevolezza che nessuna di queste conta quanto aver visto, per trent'anni, cosa succede davvero quando un sistema si ferma di lunedì mattina.

Struttura leggera, non struttura piccola

ZEIT è leggera per scelta: un referente stabile davanti, una rete di specialisti dietro, composta ogni volta sul progetto. Chi ti risponde al telefono è la stessa persona che ha analizzato la tua infrastruttura e che viene in azienda quando serve. Non c'è passaggio di consegne fra chi vende e chi esegue, e nessuno ti fa raccontare il problema da capo.

Referente unico non vuol dire però competenza unica. Quando un progetto richiede sicurezza, reti, normative o sviluppo, gli specialisti li portiamo noi: professionisti con cui lavoriamo da anni, scelti sul problema e non sull'accordo commerciale che ci lega a qualcuno. Tu continui a parlare con una persona sola — coordinare le altre è un nostro problema, non tuo.

È il motivo per cui una PMI trova qui due cose che di solito deve scegliere: la reperibilità di un consulente indipendente e le competenze di una struttura grande. Con un vantaggio in più: una squadra composta sul problema costa meno di una struttura fissa e invecchia molto più lentamente.

Perché esiste 4ZEIT

Nelle aziende in cui entriamo troviamo quasi sempre persone competenti e sistemi che, tutto sommato, funzionano. Raramente il problema è una scelta sbagliata. È che nessuna scelta è stata presa guardando l'insieme, perché guardare l'insieme non è il mestiere di nessuno.

L'informatica di un'impresa cresce per accumulo, un pezzo alla volta, seguendo l'urgenza del momento: il gestionale quando serviva il gestionale, il server quando è saltato il vecchio, il firewall dopo lo spavento, il cloud perché lo chiedeva un cliente importante. Ogni singola decisione, nel suo momento, era ragionevole. Molte le ha suggerite un fornitore che aveva ragione — dentro il proprio perimetro.

Ed è esattamente questo il punto: ognuno vede il proprio pezzo. Chi installa il gestionale conosce il gestionale, chi cura la rete conosce la rete, chi fa il backup fa il backup. Nessuno di loro è pagato per chiedersi se l'insieme regge, quanto costa davvero, da cosa dipende e cosa succede il giorno in cui si ferma. Così l'azienda si ritrova con dieci risposte corrette a dieci domande, e nessuna risposta all'undicesima: e adesso chi decide?

 

Nelle grandi imprese quell'undicesima domanda ha un titolare in organico. In una PMI quasi mai, non per trascuratezza, ma perché una figura così, a tempo pieno, non sta nei numeri.

 

4ZEIT esiste per occupare quel posto: quando serve e per il tempo che serve.

Riprendere il controllo

Riprendere il controllo non vuol dire toglierti la tecnologia di mano, né rifare tutto da capo. Vuol dire rimetterti nelle condizioni di decidere: sapere cosa hai, quanto ti costa davvero, da chi dipendi e cosa succede quando qualcosa si ferma.

Nella maggior parte dei casi si scopre che l'infrastruttura regge meglio di quanto si temeva, e che il nodo vero sta altrove. Anche questa è un'informazione che vale il tempo che ci si mette a cercarla.

I nodi da sciogliere sono spesso più organizzativi che tecnici — responsabilità mai definite, processi cresciuti per stratificazione, decisioni prese da chi non aveva gli elementi per prenderle. Per questo lavoriamo su due piani insieme e parliamo due lingue: quella della direzione, fatta di costi, rischi e priorità, e quella tecnica, fatta di sistemi, configurazioni e vincoli reali. Tradurre fra le due è buona parte del lavoro.

E il costo non è mai la variabile che scopri alla fine: sta nel progetto dal primo giorno, accanto a tutto il resto.

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