Quanto costa davvero un responsabile IT per una PMI
- 4ZEIT

- 27 mag
- Tempo di lettura: 3 min
Prima o poi la domanda arriva sul tavolo di ogni titolare: «ci servirebbe qualcuno che si occupi dell'informatica, ma quanto ci costa?». È una domanda giusta, e merita una risposta con i numeri — non la solita pagina che finisce con «dipende, contattaci».
Le strade sono tre, e hanno costi molto diversi.
La prima strada: assumere
Un responsabile IT con esperienza vera — non un tecnico bravo, ma qualcuno capace di governare fornitori, budget e sicurezza — ha una retribuzione lorda che oggi, nel Nord-Est, parte dai 50.000 euro e sale rapidamente verso i 70-90.000 per profili senior. Con gli oneri a carico dell'azienda, il costo complessivo supera facilmente i 90-120.000 euro l'anno.
A questo vanno aggiunti i costi che non si vedono nel cedolino: la ricerca (una selezione per un profilo IT qualificato richiede mesi, e spesso una società di head hunting), la formazione continua, e il rischio più sottovalutato di tutti — che dopo due anni se ne vada, portandosi via tutto quello che sa dei vostri sistemi.
Per un'azienda sopra i 150-200 addetti questi numeri hanno senso. Sotto, raramente: il ruolo a tempo pieno non si riempie, e si finisce per pagare una figura direttiva per fare anche assistenza sulle stampanti.
La seconda strada: il consulente a chiamata
All'estremo opposto c'è il tecnico o la società che interviene quando qualcosa si rompe. Costo apparente: basso — si paga a intervento o con un piccolo canone di assistenza. Costo reale: difficile da dire, perché è nascosto altrove. Nei contratti dei fornitori che nessuno ha mai rinegoziato. Nelle licenze doppie. Nel server sovradimensionato consigliato da chi lo vendeva. Nel fermo che dura due giorni perché nessuno aveva mai provato il ripristino del backup.
Il consulente a chiamata risolve i problemi, ed è giusto che ci sia. Ma nessuno lo paga per farsi la domanda che conta: l'insieme regge? quanto costa davvero? da cosa dipendiamo?
La terza strada: l'IT manager esterno
In mezzo c'è la formula che le grandi aziende conoscono da anni con i loro temporary manager, e che oggi è accessibile anche alle PMI: un responsabile IT esterno, presente qualche giornata al mese, continuativo o per il tempo di un progetto.
L'ordine di grandezza: da poche centinaia a un paio di migliaia di euro al mese, secondo le giornate e la complessità — in ogni caso una frazione del costo di un'assunzione, senza selezione, senza affiancamento e senza il rischio delle dimissioni. Con un vantaggio strutturale: si paga il ruolo solo per il tempo in cui serve davvero, e si può interrompere se non serve più.
È la strada giusta per l'azienda tra i 15 e i 150 addetti che ha sistemi cresciuti negli anni, fornitori mai messi in discussione e la sensazione — di solito fondata — di spendere più del necessario senza sapere esattamente dove.
Come scegliere
Un criterio semplice: contate le decisioni IT rimaste ferme sulla vostra scrivania negli ultimi sei mesi. Il rinnovo del contratto del gestionale, il preventivo del firewall, la richiesta del cloud, l'adeguamento normativo rimandato. Se sono più di due o tre, il problema non è tecnico — è che manca il titolare di quelle decisioni. E quello, a differenza dei problemi tecnici, non si risolve a chiamata.
Questo blog è curato da 4ZEIT, consulenza informatica indipendente per le PMI di Treviso e Venezia. Maggiori informazioni su www.4zeit.it

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